Mittwoch
10.05.2006
ore: 21:00
mercoledì 10 maggio alla Galleria Toledo ultimo appuntamento di obSESSIONS, rassegna dedicata allo stato dell'arte della musica indipendente mondiale curata da wakeupandream & galleria toledo musica. Dopo Murcof, Akron/Famiy+Langhorne Slim, Zu, Bachi da Pietra, Velma, Matt Elliott chiusura in bellezza con un triplo concerto in esclusiva per il sud Italia! Come detto si tratta di un triplo set per circa 2h.30 di musica: primi a salire sul palco i torinesi Larsen (insieme agli Zu, attualmente il miglior gruppo italiano "da esportazione"): presenteranno Seies, cd appena uscito per l'americana Important Records che vanta la partecipazione di Julia Kent (violoncellista di Antony & the Johnsons) e di Jarboe (Swans); poi è la volta di XXL, ovvero Larsen + Xiu Xiu, frutto di una sintonia umana e musicale che ha già dato splendidi frutti, l'ottimo "Ciautistico" e applauditissimi concerti; infine sul palco i soli Xiu Xiu, ovvero Jamie Stewart e Caralee McElroy, autori di un'incredibile sintesi di ritmi elettronici, carezze acustiche e scosse elettriche che li ha resi paladini della migliore wave avanguardistica di inizio millennio Dicono di loro.... "Gli Xiu Xiu incarnano sapientemente l'incontro tra le zone melodiche più oscure della new wave anni ottanta (Cure e Joy Division, per intenderci) e l’elettronica minimal/sperimentale... Nella lunga distanza di cinque dischi sembrerebbe persino lecito apostrofarli – fatto ultra raro di questi tempi – come innovatori, detentori fortunati di una tensione spasmodicamente riformata e deformata attorno ad una intensità lirica ad alto voltaggio. La Foret, ultimo lavoro e quinto album per la band, è un disco praticamente perfetto: synth-pop lacerante in dodici movimenti, costruito ancora una volta sulla sintesi di geometrie claustrofobiche che fa da distintivo sulla camicia ben stirata di Jamie Stewart, leader morrisseiano dalla sensibilità acuminata sepolta nel corpo pesante di un marinaio scafato.... La Foret è, ad oggi, probabilmente l’opera più mediata tra pop e avant che gli Xiu Xiu si siano mai permessi di plasmare. Un disco timido e feroce. Passivo e aggressivo. Una lunga suite lunga e perversa che conferma l’unicità e il talento di un duo decisamente fuori dal comune" MusicBoom "Confessioni di una mente pericolosa. Questo sono, sostanzialmente, le canzoni di Jamie Stewart. Morte, vita sessuale disperata, gatti che crepano, incubi degni di quadri fiamminghi, sopraffazione. E intorno, synth pop, silenzi, musica concreta, sussurri acustici, bordello. Assomiglia alla vita, ovvio, anche se dubito che in molti vorrebbero essere Jamie, perché la sua sofferenza e la fragilità che offre a mani unite, talvolta, risultano insostenibili. Prendere o lasciare, è questo che rende i gruppi unici, veri. E il quarto album degli Xiu Xiu è quanto di più personale ci si possa attendere. Clover, in apertura, dimostra immediatamente come anche soltanto un soffio di vento possa voltare le pagine emozionali del diario privato del giovane Jamie. Una sottrazione acustica con bause e buchi da non canzone che ti inchioda finché non entra il suo contraltare, la successiva Muppet Face, luna park new wave con pop sintetico e scariche di rumore tra carillon in fila. Al solito, Mark Hollis e Ian Curtis, Jamie e i suoi demoni... Non avrà i favolosi muscoli del suo predecessore, ma La Foret è l'ennesima wave crucis di un talento unico" Maurizio Blatto, Rumore, 4/5 "Qualcuno faticherà ad accettare le fattezze scabre, quasi embrionali, delle undici tracce di La Foret, eppure dietro questi agglomerati di voci e suoni all'apparenza volutamente irrisolti, trafitti dal dolore e dal cinismo, risalta finalmente la stratosferica personalità di Jamie Stewart... L'aspetto soul-blues della musica e dell'affannosa voce di Stewart è la chiave di volta che guida la ricerca sperimentale di questo incredibile progetto, smosso ormai da uno sfuggente nervosismo acustico ed elettronico... Introspezione e intimismo accartocciati su trame erronee, poco lineari, che sembrano inciampare talvolta in paradossi elettrici quali Muppet (malsano incrocio tra Cure e Nine Inch Nails), Bog People (tamburellante marcia techno-pop), Pox (il pezzo più ortodosso del disco, un luccicoso volo electro-wave e post-punk anni Ottanta). Saturn e Yellow Raspberry rappresentano invece la suprema sintassi dell'assurdo dell'album, rumorismo tribaloide condotto su texture digitali, un soul macabro e gotico nel primo caso e un blues industriale nel secondo, entrambi apoteosi di un cantautorato visionario che da "Knife Play" ad oggi ha fatto da sponda ad un'evoluzione estetica capace di oltrepassare la soglia del dolore..." Olindo Fortino, Blow Up, (8) "Scomodo e intransigente, Jamie Stewart continua la sua opera di messa a nudo di un ego turbato attraverso un genere musicale che vien quasi difficile definire. New wave sporcata di sangue e viscosità intime, voce rotta dal pianto e grida di straziante abbandono, concitazione immorale e martellanti ritmiche voluttuose: tutto in La Foret richiama alla dicotomia eros e tanathos, quanto e più che nei precedenti capitoli...L'elettronica di Fabulous Muscles, la passionalità incendiaria di A Promoise, i riferimenti anni ottanta di Knife Play e l'intimità angosciosa di Fag Patrol: tutto ritorna in questa nuova raccolta, per diventare ancora più compiuto e determinato quasi si trattasse del disco più accessibile al grande pubblico che Jamie abbia mai composto. Ma non si tratta di appetibilità pop, bensì di eccezionale capacità comunicativa... La Foret è il lavoro definitivo degli Xiu Xiu, e per questo stesso motivo il loro grido di morte. Arduo immaginare un nuovo album meglio congegnato... La speranza di rimanere stupiti è però il mordente di ogni nuovo ascolto, e noi aspettiamo fiduciosi" Michele Casella, Rockerilla, 4/5 "In La Foret sentirete clarinetti soavi, violoncelli alienanti, marcette militari e rintocchi di campane, ascolterete grida disperate e sussurri che sembrano respiri. E spesso, questi dolci sussurri dicono delle cose davvero tremende; in Saturn, per esempio, Jamie si propone di sodomizzare il presidente americano "così assaggerai quello che assaggiamo noi", Carlotta Pace, Rolling Stone, 3,5/5 XXL, "Ciautistico" (Important Records, 2005) "La combine Xiu Xiu/Larsen, nata durante la scorsa tournée italica di Stewart e McEllroy, è legata prevalentemente dal mal di vivere angoscioso e dark che trasuda dalle loro produzioni, visto che musicalmente siamo assai distanti dal trovare intese. Eppure l’operazione funziona proprio perché le differenze si incontrano, giocando intelligentemente nella divisione delle parti ( Jamie Stewart canta e i Larsen suonano), in modo tale da creare un mood oscuro che, come detto, è patrimonio di entrambi... Tre dei nove brani vedono il singer degli Xiu Xiu svettare nel suo teatrante cantato, sempre più Hammil e sempre più Hollis: straziante quando l’aria che tira è prossima a certo "indie-intellettuale" di scuola Girls Vs Boys, vedi (Pokey in Your) Gnocchi; fiero quando si tratta di levigare a modo suo la patina pop (?) che abita Paw Paw Paw Paw Paw Paw Paw, e totalmente catartico quando rigira e spoglia la Prince Charming di Adam & The Ants (chi li/lo ricorda?) dal candore/terrore folkye che l’abitava, nel lontano 1981.... Se le parti vocali sono una prerogativa del duo statunitense (e sorvoliamo sullo zoppicante italiano della McEllory in Minne Mouseistic), le restanti tracce - come tutte le altre, del resto - sono l’ennesima prova maestra dei Larsen, abili sia come backing-band che in solo; lo dimostrano le strumentali Distorted Duck e Sunday, quest’ultima figlia proprio di quei tardi Talk Talk che tanto hanno influenzato l'arte di Stewart.... Se i risultati sono di questa portata, ben vengano dischi del genere e godiamoci le conseguenze. Gianni Avella Biglietto 12 euro. Prevista un'affluenza massiccia (l'ultima volta degli Xiu Xiu a Napoli molta gente rimase fuori), è fortemente consigliato l'acquisto del biglietto
Inserito da : Galleria Toledo
Tipo: Nach dem Abendessen
Genere Musicale: IDM - IDM
Tags:
Lineup
Location
questo evento è stato visto 119 volte

