Samstag


31.05.2008

ore: 22:00


Nick Cave & The Bad Seeds Tour 2008


NICK CAVE AND THE BAD SEEDS in Italia per 4 date: 28 maggio MILANO Alcatraz 30 maggio S. FIORENTINO (FI) Villa Solaria 31 maggio PERUGIA Villa Fidelia 1° giugno ROMA Tendastrisce SUPPORTER: Ed Kuepper & Jeffrey Wegner Forse è solo l’impressione che manchi qualcosa. È una sensazione indefinibile; ti ritrovi sveglio la notte con in testa i versi di Wallace Stevens (importante poeta Americano del XX secolo) accompagnati da grooves martellanti. Forse è il desiderio improvviso di udire parole come “mixomatoide” o “spaparacchiato” nei testi della musica pop al posto dei soliti cuore e amore, o la voglia impellente di trovare nelle canzoni i fantasmi di Marilyn Monroe, Valerie Solanas e Harry Houdini visti da nuove interessanti angolature. O forse è la consapevolezza istintiva che è arrivato il momento per un nuovo album di Nick Cave And The Bad Seeds – di chi altri ci si può fidare di questi tempi? Trovare nuovi modi di essere Bad Seeds è sempre stata una costante missione per Nick Cave e i suoi confratelli e negli ultimi due anni la loro ricerca di continua evoluzione ha preso un ritmo vertiginoso. Visti ultimamente sotto le amene spoglie di Grinderman, espressione di puro rock’n’roll che ha dato loro il pretesto per “correre giù in cantina a far baccano”, ora col loro quattordicesino album DIG, LAZARUS, DIG!!! Nick Cave And The Bad Seeds schiacciano il tasto dell’ascensore per risalire fino ai piani più alti della complessità intellettuale. Il seguito dell’esaustivo doppio album del 2004 Abattoir Blues / The Lyre of Orpheus è descritto da Cave come “un’emorragia di parole e idee”. “Grinderman era volutamente limitato nel linguaggio e i concetti lì espressi erano molto semplici”, spiega. “Con DIG, LAZARUS, DIG!!! ci siamo permessi di essere molto più eloquenti”. DIG, LAZARUS, DIG!!! non è solo eloquente; è elusivo, allusivo e illusivo, una febbrile narrazione poetica che si snoda attraverso i passaggi cruciali della civiltà occidentale, da Omero a Freud, dalla Bibbia al Beat, inserendo qua e là un proprio cast di personaggi mitologici. Little Janie e il sinistro Mr. Sandman si avvinghiano in una lugubre danza in Today’s Lesson, breve trattato sulla politica del sesso concentrato nello spazio di un’agrodolce favola rock’n’roll; gli spiriti irrequieti di Albert Goes West si danno a ogni genere di eccessi attraverso episodi psicotici e sbronze in locali di terz’ordine; intanto il povero Lazzaro si trova solo e sperduto nella title track, un denso concentrato di miracoli dal Nuovo Testamento, spiritualismo vittoriano e decadenza newyorkese. Poi c’è la lunga disquisizione pirotecnica di We Call Upon The Author (To Explain), che in modo sottile e autoironico pone il Cantautore Cave sul banco degli imputati, poi sfida Dio a rendere conto delle proprie azioni e continua lanciando una controversia letteraria (“Bukowski era un montato! Berryman era meglio!!!”) trascinata da un ritmo irresistibile. DIG, LAZARUS, DIG!!! (anche la punteggiatura è uno schiaffo alle pignolerie linguistiche) è stato registrato da Cave, Mick Harvey, Warren Ellis, Martyn Casey, Jim Sclavunos, Thomas Wydler, James Johnston e Conway Savage presso lo studio State of the Ark di Londra. Lo studio è di proprietà di Terry Britton, l’artefice del successo di Tina Turner What’s Love Got To Do With It? DIG, LAZARUS, DIG!!! è anche un modo per Nick Cave di sfuggire alle pastoie della “classica canzone d’amore” e di esplorare territori emozionali più astratti. Il pianoforte è stato tenuto un po’ in sottofondo. Il gruppo è stato molto attento a evitare accordi troppo accattivanti, troppo ovvi. Al loro posto troviamo loops e distorsioni statiche, atmosphere insinuanti. In certi momenti la voce è deliberatamente distaccata, in contrasto con la furiosa intensità delle emozioni laceranti che spesso vengono associate a Cave. È un approccio influenzato in parte dai recenti lavori per il cinema, tra cui la colonna sonora del film di Andrew Dominik “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. “Quando in un film arriva la scena triste l’ultima cosa che vuoi è un accompagnamento straziante di violini che piangono”, dice Cave. “Abbiamo cercato di ottenere una certa neutralità musicale. Lavorando per sottrazione. Una musica che ci mette un po’ di più per essere assorbita e assimilata”. Una concezione musicale molto sottile, suggestiva e altamente seducente, fedele alla serietà del progetto iniziale, quello nato nel 1984 col primo disco post-Birthday Party From Her To Eternity. Eppure questo nuovo album è nato in realtà dalla rivisitazione di una vecchia idea, quella di realizzare un disco prevalentemente acustico, come abbozzato nel lavoro del 1992 Henry’s Dream. “Con Henry’s Dream intendevo fare un disco acustico estremamente grezzo, dove tutti ci danno dentro, e con poca elettronica”, ricorda Cave. “Invece per una ragione o per l’altra ne è venuto fuori un disco rock. Questa volta volevo tornare a quell’idea originale – ma in effetti anche il sound di questo disco è risultato prevalentemente elettronico. Tuttavia c’è un contrasto stranamente bello tra la fatica fisica, che nell’album è rappresentata dalla chitarra acustica, dal basso e dalla batteria, e la tesa dissonanza sonica che lo sovrasta. Warren ha fatto un lavoro incredibile in questo disco ... davvero straordinario.” Insinuandosi tra le pieghe del suono, Cave trova lo spazio per narrare e testimoniare la condizione umana. Nonostante lo spregio per la “classica canzone d’amore”, in almeno un caso il sentimento non può essere ignorato - Jesus Of The Moon, una magnifica ballata che può stare alla pari di Into My Arms e The Ship Song. “Non potevo proprio buttarla alla spazzatura”, minimizza Cave. In altri punti, non si affrontano grandi gesti o grandi passioni ma si parla di quei malesseri e di quelle incertezze che raramente vengono espresse nel linguaggio privo di chiaroscuri del rock rock’n’roll: apatia e disorientamento, senso di colpa per il proprio stato depressivo, inerzia mentale e preconcetti psicosessuali. C’è Moonland, un uomo e il suo personale inverno nucleare; Night Of The Lotus Eaters, dove il problema del caos globale si intravede attraverso i paraocchi che l’aotocompiacimento ci impone; le illusioni maschili di Hold On To Yourself; l’orribile party postumo di More News From Nowhere, popolato da demoni che si chiamano Deanna e dalla consapevolezza della nostra stessa obsolescenza! DIG, LAZARUS, DIG!!! porta in superficie i tumulti interni e le ansie recondite, con il gruppo dei Bad Seeds pronto a guidare l’ascoltatore anche quando il percorso diventa più accidentato. È difficile pensare a guide migliori di loro per attraversare questo universo disgregato e sconvolgente – e la buona notizia è che possiamo contarci anche per il futuro. “Voglio scrivere molte altre canzoni”, dice Cave, “queste sono una parte. Scrivere canzoni è un’attività che mi rende felice, mi appaga e mi mantiene sulla retta via. Se so che sto scrivendo canzoni sento che la mia vita va nel migliore dei modi”.


Inserito da : Venustas

Tipo: Konzerte

Genere Musicale: Pop - Rock - Pop - Rock

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