Mittwoch


11.06.2008

ore: 22:00


Joe Satriani in concert


Joe Satriani è tornato e Super Colossal è il titolo della sua decima fatica in studio. Finalmente. La nuova release dello zio Joe, pubblicata a due anni di distanza esatti dall'ultimo Is there love in space?, era da molti attesa con grande curiosità. ITLIS, album che mi era piaciuto, aveva deluso molti fan del chitarrista di New York: se da una parte, a giudizio di chi scrive, ITLIS proponeva una virata decisa verso sonorità rock-bluesy e scarne, dall'altra riusciva però a indovinare brani decisamente riusciti come Up in flames, If I Could Fly, Just Look Up, Gnaahh e la stessa title track. Comprensibile quindi l'attesa per questo Super Colossal, album che mi sto ascoltando e riascoltando da ormai più di 10 giorni e che, a parte qualche episodio un pò sottotono, mi sta facendo non poco divertire. L'apertura dell'album è affidata alla title-track, (Super Colossal appunto), e Satriani non stecca: un riffone super orecchiabile suonato con l'octaver e incastonato in un tempo di batteria cadenzato costituiscono l'ossatura di un brano a mio avviso riuscito e che dal vivo risulterà sicuramente coinvolgente: degno di nota anche il guitar solo morbido e bluesy, che spezza l'incedere maestoso del brano. Just like lightnin', la seconda traccia, ci accoglie invece con un bel groove e un solo piacevole, anche se il brano non rappresenta certo una delle migliori frecce di SC. Con It's so good l'atmosfera easy inaugurata con la track precedente non cambia, anche se qui JS non riesce a lasciare il segno. Le linee melodiche convincono poco e i soli paiono un pò dei riempitivi. Si rientra decisamente in carreggiata con la successiva Redshift Riders dove Satriani, oltre a sfoderare un suono a mio avviso molto bello, abbassa il piede sull'acceleratore. Per i due soli Satriani abbandona le arcinote scariche di legati e opta anche qui per soluzioni rock-blues decisamente più morbide. Si arriva quindi alla bellisssima Ten Words: composta al pianoforte all'indomani dell'attentato alle Twin Towers, TW è la classica ballata elettrica alla Satriani. La linea melodica, suonata con maestria e in grado di rimanere impressa al primo ascolto, viene accompagata da un tappeto di chitarra ritmica dolce e mai invasivo: un solo elegante completa un quadro che per colori e atmosfere ci riporta indietro ad un altro super classico di Satriani, Love Thing. E' la volta di A cool new day, brano molto bello e jazzy, aperto da una ritmica pulita che fa subito ben sperare: belle le melodie suadenti e malinconiche e bello il solo dove ricompaiono i legati veloci, vero e proprio trademark di Satriani: dimenticavo, l'atmosfera jazzy non viene mai abbandonata e il brano può quindi conservare dall'inizio alla fine tutta la sua carica di malinconia. Se la successiva One robot's dream convince poco, (è un brano con poco mordente, privo di una melodia di impatto e di soluzioni interessanti), colpisce invece nel segno la seconda ballata dell'album, The meaning of love. Simon Phillips, (che suona la batteria in questo e altri tre brani di SC), confeziona una ritmica in 7/4 su cui Satriani disegna linee di chitarra struggenti, abilmente supportato da una pizzicato string section che conferisce molto al brano in termini di eleganza e delicatezza. Il guitar solo non fa che confermare le mie impressioni su un brano veramente bello. E' la volta di Made of tears, a giudizio di chi scrive il brano migliore di Super colossal: una track non veloce, (la velocità non è una caratteristica delle ultime composizioni di Satriani), molto funky, con un bel groove, costruito su un suono di chitarra ritmica molto asciutto e dotato di un solo veramente coinvolgente: il brano viene chiuso da Satriani con il fraseggio ritmico che aveva dato l'avvio al pezzo. Theme for a strange world, la decima track, è un brano piacevole che forse necessita di qualche ascolto in più per poter essere digerito meglio in alcune sue soluzioni melodiche, mentre Movin'on è una track assolutamente allegra e spensierata. Si giunge così a Love Eternal, terza ballad dell'album, brano con cui Satriani si conferma un maestro indiscusso di questi territori sonori: il bel suono, i tappeti di tastiere, le belle melodie e il lirismo di Satch ci regalano un'altra track da ascoltare e riascoltare. Chiude l'album Crowd Chant e qui Satriani cala l'asso: CC è un mid-tempo truzzissimo, (ci voleva!!), dove a un riffone iniziale seguono dei fraseggi di chitarra ricantati da un coro di 35 elementi costituito da cantanti professionisti e amici di Satch. Nel booklet, peraltro molto dettagliato, Satriani affrema di aver chiesto ai coristi di cantare le linee di chitarre immaginando di essere in un bar più che in una sala di incisione: vi lascio immaginare l'effetto. Eccezionale anche il ritornello che, suonato da Satriani con una sequenza di accordi, viene doppiato da un organo e cantato dal succitato coro. Che dire, un bel disco questo Super Colossal, sicuramente con qualche episodio fuori posto ma da avere se si ama la musica del grande Joe Satriani. Fonte: http://www.musicclub.it/musicclub/jsp/agenzie/default_one.jsp?id_agenzia=31


Inserito da : Sonorika

Tipo: Konzerte

Genere Musicale: Guitar Virtuoso - Guitar Virtuoso

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