Circolo A.R.C.I. I Sotterranei

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concerto

postato il 21 Febbraio 2008 da Circolo A.R.C.I. I Sotterranei alle ore 23:00

Categoria: Concerti

Sabato 23 febbraio 2008



GRAND SOUND HEROES
Band della quale il nome è già tutto un programma. Il loro sound è un
Rock con la "R" maiuscola, acido, mistico e caldo come un mezzogiorno
desertico nella Death Valley. Riffs energici si intrecciano a parti
melodico psichedeliche, un mix di chitarre sferzanti e impazzite come
cavalli selvaggi. Nella loro musica risalta un´ottima combinazione di
differenti impronte musicali mescolate tra loro, con influenze
provenienti dai 60´s - 70´s alla musica dei giorni nostri.

Hanno già condiviso il palco con bands internazionali di rinomato
spessore come Brant Bjork & The Bros, Nebula, Alabama Thunderpussy,
Firebird, Michael Davis MC5, Josiah, Dozer, Gorilla, Ojm, Small Jackets
e molte altre. Nei live sembrano vendere "anima e corpo al diavolo" da
quanta energia ed emozione sanno esprimere alternando tonnellate di
suono a parti che "sbattono la porta in faccia" e sin dai primi concerti
la band ha ottenuto risultati positivi con consenso da parte del
pubblico e ottimi giudizi dagli addetti al settore. Animali da palco, si
sono fatti notare oltre che musicalmente anche per i loro shows in cui
il "Fire" lo si vede veramente, quando qualche amplificazione o chitarra
s´incendia per mano del chitarrista, che appunto, ha un amore per il
fuoco..vi dice qualcosa il nome dell´album? Have you ever seen the Fire
on stage?

I Grand Sound Heroes sono:
vannijoe: voce
pozz: chitarra
scribe: basso
jimmy: batteria


ENSEF
EnSef è un progetto musicale nato in "AreaCosmica" nel Gennaio del 2007;
già a marzo la band ha l´occasione di suonare da spalla ai Cosmica in
una serata all' ExtremS di Castrignano del Capo (LE). Hanno già
all´attivo un demo di 4 brani, pubblicato nel giugno del 2007 a cura del
MDmastering-AreaCosmica.

Nell'estate del 2007 gli EnSef continuano a esibirsi da spalla ai
Cosmica all´EuropaPub di Lequile (LE) e gareggiano al 5° South Cheyenne
di Torricella (TA), evento organizzato dagli "Indian Bikers" di Manduria
(TA), rappresentato dai FireTrails di Pino Scotto, in collaborazione con
RockTv. Sempre nel 2007 gareggiano al "Birra&Sound" di Leverano (LE).

Nell´ottobre 2007 invece gli EnSef partecipano al GOdownFestival,
Festival stoner rock organizzato dalla Godownrecords suonando da spalla
a Muffx, Small Racket e OJM. Nel novembre 2007 gli ensef registrano una
seconda demo di altri 4 pezzi sempre a cura dell´MDmastering-Areacosmica.

"L'attitudine musicale degli EnSef è caratterizzata da un sound ruvido,
potente, d'impatto, melodico ed elegante nelle armonizzazioni, ispirato,
per stile e sonorità, dallo stoner-rock californiano, con testi in
inglese. Si possono, quindi, collocare nella scena musicale italiana
come una stoner band in continua evoluzione".

Gli enSef sono:
Cristian Amati : chitarra
Matteo Luparelli : batteria
Alessandro Prato : basso
Fabrizio Miglietta : chitarra e voce



Recensioni dell'album "FUEL" dei GRAND SOUND HEROES:

RUMORE (magazine) - Stefano Cerati:
"Escono per l'etichetta Go Down Records anche i Grand Sound Heroes con
*Fuel* con un suono più selvaggio e meno controllato. I riff sono più
ruvidi e slabbrati ed anche la voce è più viscerale e famelica e sembra
animata dalla sacra frenesia del punk. Il suo timbro è pastoso e
seducente ed in qualche caso ricorda "Glenn Danzig". Ci sono anche dei
pezzi più lenti dove si apprezza un groove psichedelico, caldo e
passionale (Desert In A Drop). Ciò testimonia che non sono solo animali
da autostrada, ma riescono anche a creare delle belle atmosfere. Il loro
cd contiene sei pezzi molto istintivi e genuini ed è questo il modo in
cui deve essere suonato il rock!"

ROCK SOUND (magazine) - Armando Autieri:
"Vengono dall'operoso nordest italiano ma crediamo che si troverebbero
più a loro agio in mezzo alla Death Valley californiana, vista la
temperatura a cui brucia la loro musica. Vedendo l'etichetta, l'ottima
Go Down, specializzata in stoner, hard rock e simili, non avevamo dubbi
sulla caratura di questi esordienti Grand Sound Heroes, che si nutrono
dello stesso cibo di alcuni loro compagni di etichetta come Small
Jackets e OJM. Hard dei seventies, qualche accenno di psichedelia e il
solito amore per gentaglia come Iggy o MC5."

ROXX ZONE.com:
"All'interno del booklet del cd dei Grand Sound Heroes campeggia questo
motto: "This album is against stupid people and if you are listening
this it means you are not!". Hanno dannatamente ragione: nonostante su
questo disco ci siano solo 6 tracce il risultato è un concentrato molto
curato di rock allo stato puro. Chitarre vorticose e a tratti
psichedelici, ritmi incalzanti, una vera sferzata di energia. Un sound
potente e incendiario un po' in tutti i brani, specialmente nell'opener
"Miura", "Desert In A Drop" e "C'mon Kill Me". Davvero degni del loro nome."

MUSICAROMA.it - Dante "Watt" Natale:
Gli "eroi del grande suono" provengono da Treviso ma a loro
probabilmente sarebbe piaciuto nascere e vivere ai margini della Death
Valley o nel deserto del Mojave, visto il calore che esce fuori dal
disco d'esordio. E' quel quel suono viscerale, puro, impulsivo, che
viene direttamente, dopo essere stato masticato e sputato, dagli anni
settanta. Si, sempre loro, gli anni '70, dobbiamo di nuovo fare i conti
con quel decennio.
D'altronde tutto, o quasi, proviene da lì; ecco, i GHS sono anni 70
tanto quanto lo sono i The Paybacks (quando vi decidete ad ascoltarli?).
Ma non parliamo di hard blues, per carità. I GSH hanno intitolato il
loro disco "Fuel", lo hanno stampato per la Go Down Records, hanno messo
in copertina dei distributori di benzina e, toh, hanno iniziato il disco
con una sgasata di una macchina. Prevedibili no? Beh si, ma un cazzo
davvero ce ne frega se dopo la sgasata troviamo ad attenderci, come un
cane venuto dall'inferno, il sound indemoniato. Stoner, sempre stoner, e
rock'n'roll, sempre rock'n'roll, oramai il connubio pi? solidale che
conosca. Inutile che vi elenchi i riferimenti ai soliti gruppi, li
conoscete e se non li conoscete sono i Kyuss e compagnia bella. Sei
pezzi di una disperazione naturale, genuina, una furia che si contorce
su se stessa, ecco la musica dei trevigiani. Quando il suono mette fuori
il proprio sudicio muso non ce n'è per nessuno.
Rimarrete incatenati davanti a "Number", assaporerete l'assenza di
profumo che si ha nel deserto mentre ascoltate la drogata "Desert In A
Drop", per poi accasciarvi al cinismo di "C'mon Kill Me"; spararsi
"Serious In The Forest" sarà come camminare sul cratere di un vulcano,
terribilmente pericoloso con quel basso che sembra il rimbombo di un
cuore impaurito. Chiude "Formula", che non si riferisce alla Formula 1,
ma è un bolgie stoner acido che vi farà sbattere il capoccione. Si dice
che ai concerti i ragazzi amino appiccare incendi ad ampli e chitarre.
Non faccio fatica a credere che sia vero. Disco da avere, subito.

KRONIC.it
Per il loro debutto, i GSH fanno proprio il clichè del carburante,
chiaramente pericolosamente infiammabile dall`insostenibile calore del
deserto che ispira il loro rovente groove. Siamo sempre negli anni `70 e
questi ragazzi di Treviso omaggiano il suono acido, psichedelico e
corposo del rock`n`roll di quella magica decade. Le lore energiche
cavalcate non si dilungano mai troppo e richiamano apertamente un
rifferama ben consolidato nella storia dell`hard rock. Il cavaliere che
le guida, piuttosto che sul classico stile rauco e consunto si dimostra
un buono screamer.

KATHODIK.it - Vittorio Lannutti:
In questa torrida estate ed in più con la solita emergenza incedi,
ascoltare un cd infuocato come questo può aiutare a far abbassare la
pressione, ma solo in apparenza, perché in realtà dà tantissime energie
ed un notevole aiuto ad affondare queste odiose temperature. Certamente
assistere ad un concerto incendiario del quartetto di eroi deve essere
coinvolgente al massimo dato che sul palco il vero fuoco c'è. Questa
lunga premessa dovrebbe aver fatto capire dove vanno a parare questi
patiti per il rock più duro, che sia l'hard blues tirato di Number o i
riferimenti alla crema dei primi anni '70 dell'hard rock britannico (
Deep Purple e Led Zeppelin), anche grazie agli acuti del cantante
Vannijoe. Il loro hard incendiario spesso va a bruciare anche il
deserto, lasciando il vuoto dietro di sé, con il loro proto-stoner,
d'altronde i nostri eroi hanno diviso il palco con MC5, Ojm, Brant Bjork
& The Bros, i Nebula e tanti altri. I sei brani in scaletta durano in
totale meno di mezz'ora, ma sufficiente per scaldarvi l'anima, sempre
che non l'abbiate venduta anche voi al sacro diavolo del rock'n'roll.

CLASSIX (magazine) - Emanuele Tamagnini:
Il Veneto si conferma incredibile rampa di lancio per una serie
(numerosissima) di bands indipendenti, che tentano con alterne future di
distaccarsi dalla dimensione underground, ultimi in ordine di tempo i
trevigiani Grand Sound Heroes. Un possente quartetto acid stoner dalle
cristalline potenzialità internazionali, che debutta a sei tracce
lasciando a terra una pericolosa striscia di liquido infiammabile. Una
compressione sonora che traduce al meglio l'impostazione classicamente
seventies, aggiornata sotto il sole del deserto californiano, e che
riporta dunque alla stagione migliore dello stoner rock. A testa in giù
dalla genealogia Kyuss è un correre veloce dentro qualche Mustang
sferragliante che incrocia in apertura "Miura" (Fu Manchu rulez!), la
slide a sonagli di "Number", l'aria torrida di "Desert in a drop", e
l'accecante "Formula" finale. "Fuel" è adrenalina, è polvere, è sudore,
è l'odore forte del fuoco che brucia l'asfalto, è rock'n'roll. Cosa
chiedere di più?

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