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Alessandra Martelli

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The White Stripes

postato il 30 Ottobre 2005 da iskra2306 alle ore 15:11

Categoria: Recensioni Concerti

Ma quanto costano i giocattoli?
Il treno in orario, Bologna è affascinante come sempre e stasera non è nemmeno fredda, ad aspettarmi ci sono il sorriso di Bos9 (che nel pomeriggio ha vissuto una piccola odissea per intervistare i Greenhornes), il concerto dei White Stripes e la prospettiva di trascorrere alcune ore con un caro amico che non vedo da tempo. La birra pre-concerto con similcena annessa è corposa, di quelle che soddisfano il palato, e tutto questo mi fa quasi dimenticare di essere vestita come una bancaria in gita scolastica (l'idea di mettere delle scarpe col tacco non è stata delle più geniali) e mi fa ben sperare per la serata.



Arrivati al Paladozza sentiamo l'ultima parte dell'esibizione dei Greenhornes (e non si capisce bene se siano tre canzoni distinte oppure una suite) e ne approfittiamo per guardarci un po' intorno: c'è molta gente, per la maggior parte di età compresa tra i venti e i trent'anni, e ci sono anche le immancabili ragazzine con maglietta rossa e bianca (da notare anche la presenza di alcuni poliziotti in borghese... che teoricamente non si dovrebbero notare!)... e poi eccoli, Jack & Meg White, e il pubblico inizia a ruggire.



STILE E SCENOGRAFIA: Jack in total black, Meg in pantaloni rossi e maglietta bianca (un eccesso di fantasia dello stilista?) che si intonano perfettamente con la scenografia (piante bianchi, sfondo rosso con mela bianca) e con le luci (chi indovina di che colore sono vince un grizzly vivo). Menzione d'onore per il roadie in completo gessato stile Al Capone, che con grazia e discrezione rispedisce al mittente qualsiasi cosa venga lanciata sul palco VOTO 8



PRESENZA SCENICA: Meg si piazza alla batteria e si schioda solo per cantare In the cold, cold night, Jack cerca di bilanciare la situazione sfoggiando uno stile da "ho il ballo di San Vito e non mi passa": salta, cambia continuamente chitarra, si muove e riempie così il vuoto VOTO 7



INTERAZIONE CON IL PUBBLICO: ... Interazione con il pubblico?!? Nella prima parte del concerto è quasi inesistente, Jack si limita a guardare spesso verso il pubblico e a dire un paio di titoli di canzoni prima di suonarle, Meg è persa nella sua batteria e non c'è modo di farle prendere vita. Il discorso cambia un po' durante la seconda parte del concerto (che volete, in un'ora e venti di esibizione totale ci va una pausa, altrimenti ci si stanca troppo) quando il pubblico richiede a gran voce Seven nation army e i White Stripes si accorgono di non essere in sala di registrazione e cercano di coinvolgere gli spettatori in modo un po' più incisivo VOTO 3



MUSICA & CO: Distorsori al massimo, arrangiamenti un po' pesanti (citandone uno per tutti, direi quello di I think I smell a rat) che fanno perdere energia ai brani, attacchi non sempre azzeccati e Meg che stona più di una volta. Buona, invece l'idea di inserire due ballate in modo da spezzare il ritmo della performance. Direi che ho visto concerti peggiori... però ne ho visti anche molti migliori VOTO 5



Se questa fosse una pagella scolastica scriverei "il ragazzo ha buone capacità, ma deve impegnarsi di più", e l'esempio è calzante. Sul palco i White Stripes mancano di verve, e il fatto che così spesso ci siano accordi stonati denota una mancanza di professionalità che poco si abbina alla loro aria da divi consumati. Bos9 li ha definiti "un giocattolo", ovvero un gruppo che riesce a divertire pur non proponendo novità da un punto di vista musicale. Questo è vero, nonostante tutte le pecche è stato un concerto godibile (anche se continuo a preferire i loro album a questa esibizione)... peccato, però, che il prezzo del biglietto fosse veramente alto rispetto alla qualità della performance.


Data
21 Ottobre 2005

Venue
Paladozza

Citta'
Bologna

Genere
Rock screziato punk

Artista/band di supporto
Greenhornes

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