Wolf Parade + We Are Scientists
postato il 15 Dicembre 2005 da dumbindub alle ore 01:31
Categoria: Recensioni Concerti
Scegliete una manciata di aggettivi di senso positivo a caso. Con ogni probabilità sarebbero pertinenti per definire le performance che Wolf Parade e We Are Scientists hanno offerto al Circolo degli Artisti domenica scorsa.
La serata prometteva bene già sulla carta: una delle nuove band Sub Pop più lusingate dalla stampa specializzata d?oltreoceano (Wolf Parade) e il nuovo investimento ?indie friendly? Virgin (We Are Scientists). Sebbene il disco d?esordio di quest?ultimi non abbia ancora visto la luce (è in uscita, ci tranquillizzano), la grande V che campeggia sul loro contratto discografico li abilita di diritto al ruolo di headliner della serata. Si parte con i Wolf Parade, quindi. E si parte più che bene.
La band del Quebec tiene il palco con sicurezza e convinzione mentre si alternano canzoni cantate ora da Dan Broeckner, ora da Spencer Krug, nel rigoroso rispetto della loro paternità come da Cd. A guardarli in faccia, Dan e Spencer impersonano in modo ancora più distinto le due anime dei WP. Il primo, chitarra al collo, trasuda punk-rock fin dal modo epilettico in cui si relaziona con il microfono; il secondo, ancorato alla tastiera, dà voce al lato più tormentato del gruppo ma con un faccino pulito da liceale. Contraddizioni estetiche a parte, i due fanno un ottimo lavoro, e il resto della band non è da meno. Le canzoni di Apologies to the Queen Mary mantengono le sfaccettature create in studio e risultano altrettanto avvolgenti, solo con più watt e una passione straripante. La scaletta prevede anche un paio di inediti e qualche chicca pescata dal repertorio più datato, ma il momento migliore arriva sul finire, con I?ll Believe in Anything. Spencer canta con la carica drammatica di Jamie Stewart degli Xiu Xiu (non a caso durante l?intervista ci segnala La Foret come uno dei suoi preferiti dischi dell?anno) ma il suo è un timbro molto più presente e tiene testa perfettamente all?amalgama sonoro messo in piedi dai suoi soci (peccato che l?acustica del Circolo degli Artisti oltre certi volumi tenda ad assumere la chiarezza di una betoniera in funzione).
Le atmosfere dense dei Wolf Parade si diradano e arriva inesorabile il momento del cambio palco. Ma cadiamo bene, perché il livello qualitativo della serata resta soddisfacente. I We Are Scientists sono tre e sono bravi. Presentano essenzialmente tutte le canzoni di With Love and Squalor (che sì, deve ancora arrivare nei negozi, ma ovviamente già da tempo rimbalza da un capo all?altro del globo grazie al signor SoulSeek e affini). La performance dei We Are Scientists è energica e impeccabile se non per un paio di minuscole distrazioni del bassista (che distrae anche noi con i suoi inquietanti baffetti demodè). Ottima la sezione ritmica, perfetta l?interazione tra i tre newyorkesi, precisi e compatti, e buone anche le doppie voci, che spesso sono il tasto dolente dei live. Le canzoni non brillano per originalità (file under ?Franz Ferdinand e compagnia bella?) ma hanno una loro ricercatezza nelle strutture e, soprattutto, sono talmente trascinanti e ballabili che potrebbero funzionare tutte come singoli. Dopo What?s the Word e It?s a Hit c?è spazio anche per una cover dell?intramontabile Be My Baby, per la gioia di tutti gli insospettabili nostalgici di Dirty Dancing presenti al concerto.
Si finisce con Nobody Move, Nobody Get Hurt, ed è ora di tornare a casa.
Leggi l'intervista di Sonorika.com a Spencer Krug, cantante/tastierista dei Wolf Parade
Data domenica 4 dicembre 2005
Venue Circolo degli artisti
Citta' Roma
Genere rock
Siti di riferimento http://www.myspace.com/wolfparade
http://www.wearescientists.com/

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